Lo Zen e l'arte dell'Orto http://www.vivaitaliani.it Tue, 21 Nov 2017 03:44:05 +0100 Joomla! - Open Source Content Management it-it Patate? Da raccogliere con... spirito http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/patate-da-raccogliere-con-spirito http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/patate-da-raccogliere-con-spirito Non avete mai provato a mangiare le patate con la buccia, che aspettate?

Non sappiamo se le avete piantate, ma se lo avete fatto è arrivato il vostro momento. Per l'orticoltore è uno degli eventi più emozionanti che si affrontano durante il corso dell'anno. E questo perché è come veder nascere una pianta in tempo reale ed allo stesso tempo vederla fruttificare. Una gioia per lo spirito ed il palato: è la raccolta delle patate.

Quella fatta a mano, in orti per lo più familiari, è certamente faticosa (costringe a stare con la schiena piegata e fa stancare la terra che diventa più dura con il caldo). Ma l'opera è ripagata dal raccolto.

Estirperete le piante andate a fiore o quasi secche e, aiutantovi con una zappetta, inizierete a scavare a destra e a sinistra del fusto. È lì che, nei due o tre mesi precedenti, saranno cresciute le vostre patate.

Scaverete la terra e le vedrete affiorare come pepite d'oro. Abbandonerete all'ra l'attrezzo metallico e vi aiuterete con le mani, per non rovinarle. Le accarezzerete, quasi, ripulendole dalla terra e le riporrete in un cesto di vimini possibilmente.

Ancora una e poi un'altra. Così, lungo tutto il filare. Per evitare che rigermoglino precocemente lasciatele al buio ed in un luogo asciutto. Le primissime raccolte, però, friggetele o bollitele subito, con tutta la buccia. Il vostro tubero vi farà tornare il sorriso dopo la smorfia della fatica.

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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Tue, 28 Apr 2015 12:50:02 +0200
Anche gli angeli piantano fagioli... e fagiolina http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/anche-gli-angeli-piantano-fagioli-e-fagiolina http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/anche-gli-angeli-piantano-fagioli-e-fagiolina Nell'orto da questo momento in poi sono le più produttive

Venghino signori venghino...è tempo di metter mano alla semenza. Siamo infatti al cambio di stagione e possiamo allora prepararci a piantumare due delle piante orticole più produttive del periodo primaverile-estivo: il fagiolo borlotto e la fagiolina.

Tempo di semina di fagioli e fagiolinaPrima, però, non dobbiamo dimenticarci dei pericoli della primavera, ovvero l'improvvisa fioritura delle piante erbacee che, se non controllate a dovere, trasformeranno il nostro orto in una piccola e fiorita giungla.

Per cui, mano ai guanti prima di tutto ed estirpate le erbe con tutte le radici. Sarà un modo interessante per vedere da un'altra prospettiva le vostre piante. Sarete infatti costretti ad abbassarvi e ne noterete da vicino lo stato di salute. Eserciterete così i vostri occhi a prevenire eventuali parassiti o malattie.

Fatto ciò potete pure acquistare le sementi che preferite. Lavorate il terreno a solchi non eccessivamente profondi e distanti una sessantina di centimetri e poi concimate. Fate una fila di semi sul concime e ricoprite leggermente con un mix di terra e concime, in modo che sia sotto che sopra il seme trovi terreno morbido e fertile.

Occorrerà solo pazientare. Le ultime piogge renderanno il terreno ben umido ed il sole riscalderà i semi facendoli risvegliare dal letargo. Se decidete di prendere semi di piante rampicanti, non scordate di preparare per tempo un resistente sostegno per le vostre piante.

Innaffierete in abbondanza non appena la stagione si sarà stabilizzata.

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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Thu, 09 Apr 2015 10:37:27 +0200
Spunta la fava nell'orto! http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/spunta-la-fava-nell-orto http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/spunta-la-fava-nell-orto La spuntatura servirà a far crescere una pianta più robusta e resistente e consentire ai raggi solari di arrivare sino in basso

Pizzicare per creare un'armonia. Rompere per far bene. Nessun doppio senso, è solo quello che ci apprestiamo a fare fra le righe – pardon le file – del nostro orto virtuale. Il gesto è semplice e sarà compiuto con appena due dita. Alla fine nulla andrà perduto.
Siamo di fronte ad una delle piante orticole più belle e rigogliose che l'inverno possa offrire: le fave. Che le abbiate già piantate ed i fiori abbiano già fatto capolino o che vi stiate apprestando a farlo, anche se in leggero ritardo, poco importa: ad un certo punto alla pianta occorrerà tagliare la testa (in gergo si dice che deve essere spuntata).

Il fine è presto detto, la fava ha la tendenza a crescere in altezza, con il rischio che il vento possa farle spezzare. In più, una pianta eccessivamente alta, produrrà fiori soltanto all'apice. La spuntatura servirà invece a far crescere una pianta più robusta e resistente e consentire ai raggi solari di arrivare sino in basso. La pianta risponderà con gran gioia al vostro gesto.

Voi, nel lasso di tempo che vi separa dalla raccolta del frutto, godrete di un'anteprima del gusto. Una degustazione che farà accrescere il desiderio di mangiarle crude o cotte con del gustoso finocchietto selvatico.
Le punte di fava sono infatti un ottimo ingrediente per una fresca e genuina frittata, ma anche per una semplice pasta cui aggiungere cacio e pepe. Ogni cosa torna e nulla si butta. La pianta sarà felice, così come il vostro palato. Come in un orto delle meraviglie.

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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Mon, 09 Mar 2015 16:54:00 +0100
L'importanza di chiamarsi Innesto http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/l-importanza-di-chiamarsi-innesto http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/l-importanza-di-chiamarsi-innesto L'innesto è una pratica per la moltiplicazione delle piante realizzata con la fusione di due individui differenti (bionti)

Se avete un orto, probabilmente, avrete anche un albero. Immaginiamo in questo caso che sia un susino cresciuto chissà come, magari grazie ad un osso gettato lì dopo una merenda a base di frutta consumata qualche anno addietro. L'albero vi dice grazie con bellissimi fiori ma non con altrettanti frutti. Ed è qui che viene il bello.

Tipi di innestoPerché di fronte a voi avrete un essere selvaggio, pronto a lasciarsi modellare come la creta grezza di uno scultore. È questo il momento dell'innesto. Un rametto produttivo si inserirà nella corteccia del vostro albero madre (portainnesto) e, con un pizzico di fortuna, la linfa scorrerà sino a dare la giusta spinta ai germogli, dando così vita ad un nuovo e produttivo albero da frutto. La bellezza dell'innesto, oltre che nel gesto, sta nella possibilità di scegliere in che modo trasformare l'albero, potendolo immaginare carico di pesche, susine di ogni genere, piuttosto che mandorle (se parliamo del genere prunus).

Vi servirà un ramoscello di cinque millimetri circa per una ventina di centimetri di lunghezza. Un rametto che abbia almeno tre germogli in dormienza pronti ad esplodere. Sarà però importante prendere il ramo da un albero di cui abbiate certezza dell'abbondanza e della bontà dei frutti. A questo punto dovrete trasformarvi in un attento chirurgo che sappia valutare la salute della pianta ed il punto più utile ad effettuare l'innesto. In genere, su alberi con meno di cinque anni e con un tronco sotto i 5 cm di diametro conviene tagliare di netto il tronco. Viceversa potrete optare per un ramo di generose dimensioni. Munitevi di sega, un bel coltello da innesto, oltre a cordino e sacchetti di plastica e carta.

Tagliate il tronco o il ramo e successivamente assottigliate in vostro rametto in modo che la terminazione sia sottile. Sollevate la corteccia del portainnesto ed inserite il vostro rametto. Legate con il cordino e poi coprite con sacchetto di carta e poi plastica. Non resterà che attendere l'arrivo della primavera. A quel punto potrete togliere i sacchetti protettivi e sperare che la nuova vita abbia inizio. Altrimenti non disperate. Ritenterete l'anno prossimo.

N.b. - L'arte degli innesti è complessa e variegata. Ancora oggi ci sono professionisti che spesso non riescono ad innestare alberi nonostante tecniche sopraffine ed esperienza. Tanti sono infatti gli elementi che possono far volgere il tutto negativamente (temperatura, gelate, salute della pianta). Prendete quindi confidenza con il vostro albero, provate a capirne i periodi di vigore e cimentatevi su rami secondari prima ti tentare un innesto importante.

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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Wed, 18 Feb 2015 16:17:53 +0100
L'insostenibile leggerezza della Patata http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/l-insostenibile-leggerezza-della-patata http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/l-insostenibile-leggerezza-della-patata Sapete cosa dice un noto detto? Chi mangia patate campa cent'anni

Le patate come le pietre di un giardino zen. La loro forma, il loro essere altrettanto lisce e perfette – oltre che gustose – le rende un ottimo ortaggio per entrare nei tempi oltre che nei gusti più naturali.

Per ottenere un buon raccolto occorre iniziare da un buon seme. Già, direte voi, le patate non si piantano così. Volgarmente, però, quelli detti “da seme” sono tuberi coltivati per lo più in zone climatiche alte (Francia e Olanda prevalentemente), in modo che possa essere ridotta al minimo la presenza e lo sviluppo di parassiti che si propagherebbero facilmente nei nuovi terreni di coltura.

Prima di essere piantata, la patata va affettata. Scusate la ridondanza. Con un coltello sarete gli artefici della moltiplicazione della vita (seppur di un ortaggio). Prendete il vostro tubero e guardatelo negli occhi germinativi, ovvero quelle piccole protuberanze che sono pronte a trasformarsi in fusti e foglie. Li troverete anche dormienti, sotto forma di puntini appena accennati all'interno di una minuscola ellisse incavata (protettiva).

Ricavate da ogni patata circa quattro pezzi con almeno un occhio germinativo a disposizione. Riponete tutto in una cassetta areata e aspettate. Sette, dieci giorni saranno sufficienti a far suberificare il tubero, a far creare una crosta protettiva proprio come quella che fi forma nell'uomo dopo un taglio. L'attesa sarà necessaria per evitare che il pezzettino di patata da piantare sia a rischio di infezioni e marcescenza.

Ecco le patate novelleIntanto dedicatevi ad arare la terra e concimarla. Preparate dei solchi profondi una decina di centimetri e poggiate i pezzi di patata non appena pronti. Ricoprite e attendete che le patate germoglino. Durante la loro vita (90 giorni circa) occorrerà almeno un paio di volte rincalzarle e irrorarle con solfato di rame per evitare rischiosi attacchi di peronospera.

La regola ad occhio, quella più bella per chi cerca un contatto diretto e intimo con la pianta, vuole che si possa raccogliere non appena si sarà fatta viva la fioritura. Ed è a questo punto che, dopo il passaggio del taglio, le vostre cure potranno trasformarsi in energia positiva, prima, e in cibo, poi.

Iniziate, se potete, senza la zappa. Affondate le mani nella terra e, dopo avere estirpato il fusto, andate alla ricerca delle patate nuove. Verranno fuori timide e chiare ma il ritrovarsele fra le mani sarà una vera gioia. Con le mani sotto terra per l'intera fila, fino a raccogliere una bella cesta di patate novelle da spolverare appena e mettere in padella rigorosamente con la buccia.

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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Wed, 11 Feb 2015 17:41:04 +0100
Potatura, concerto di forbici nell'orto http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/potatura-concerto-di-forbici-nell-orto http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/potatura-concerto-di-forbici-nell-orto Zac, tac.. zac... concedetevi un pomeriggio di sforbiciate melodiose
Inverno, è il tempo delle potature. Trasformeremo così lo zac e tac delle nostre forbici affilate in una graziosa melodia che possa risuonare nelle nostre orecchie come l'anticipo di una primavera rigogliosa.
Voi che amate l'orto, dunque, non affrettatevi ad estirpare tutte le piante non più produttive. Alcune di queste potranno tornare a far frutti anche durante la prossima stagione.

Peperoni, melanzane, così come cavoli francesi e broccoli sono piante ortive che si prestano perfettamente ad una vita pluriennale. Senza voler parlare qui di permacoltura, ci limitiamo a dire che si può faticare una volta, al fine di mangiare roba buona per più tempo del previsto. Nel caso dei peperoni e delle melanzane ricordate di lasciare almeno tre occhi germinativi, al di sopra di eventuali innesti precedenti. Per i cavoli basterà far andare tutto a fiore e non dimenticare di tornare ad innaffiare appena tornerà il caldo.

Importantissimo, non appena la pianta sarà germogliata, concimare con stallatico ben maturo per dare nuova linfa vitale a piante che consumano grandi quantità d'energia. Zac e tac, zac e tac...che la musica abbia inizio.
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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Wed, 04 Feb 2015 17:52:13 +0100
L'astrologia dell'Orto e i quattro elementi http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/l-astrologia-dell-orto-e-i-quattro-elementi http://www.vivaitaliani.it/orto-e-giardino/lo-zen-e-l-arte-dell-orto/l-astrologia-dell-orto-e-i-quattro-elementi L'astrologia dell'Orto e i quattro elementi

Facciamo un esercizio di stile, perché per rendere un orto bello e produttivo ci vuole tecnica, ma anche fiuto e spirito d'osservazione. La stessa che ci metterà in un contatto stretto con le piante ed il loro diventar mature e produttive.

Per far ciò dobbiamo partire dalla luna. Vi sembra troppo lontano? Torniamo sulla terra e partiamo da un filosofo: Rudolf Steiner. Dalla crescita dei bambini alla coltivazione delle piante, il pensatore ungherese ci ha dato dentro con scritti di ogni genere.

A “noi del verde” interessa in particolar modo lo studio legato ai pianeti ed alla loro influenza sul globo terrestre. Addentrarsi renderebbe il tutto complesso e forse un tentino noioso. Prendete allora quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco ed immaginateli come fratelli siamesi di generi di ortaggi divisi in radice, fiore, foglia e frutto.

Così come i segni zodiacali hanno i loro periodi buoni ed altri meno, così anche le piante godono, o soffrono, dell'influenza degli astri. Ecco che allora un periodo può essere buono per piantare “radici” come le carote, le patate o le cipolle; “foglie”, come le lattughe o i cavoli; “frutti” come i pomodori,le melanzane e chi più ne ha più ne metta; “fiori” come la camomilla o in genere le verdure spontanee che seguono un ciclo non deciso da noi.

Giunti a questo punto, al fine di arrivare anche alla parte zen del nostro orto, occorre fare una divisione: non pensate più al giorno buono per le foglie o le radici ma limitatevi a due soli concetti: il periodo buono per piantumare e trapiantare e quello invece più idoneo alla lavorazione del terreno e all'aratura.

Come un'onda, anche la terra riceve un'energia che si proietta ciclicamente verso il centro della terra e poi verso il cielo. Nel primo periodo ci si dovrà dedicare a piantare o trapiantare semi e piantine o potare i rami degli alberi; tutta l'energia è infatti dedicata alle radici (verso il basso). Viceversa, sarà più opportuno raccogliere i frutti o lavorare il terreno, che riceverà una linfa vitale più protesa alle parti aeree della pianta e del terreno.

Come fare a sapere tutto ciò? Basta un clic e ovunque troverete un calendario biodinamico aggiornato. Ma qui, ed è questo il bello, vi invitiamo a dimenticare per un momento gli strumenti della tecnologia e a fare in modo che il vostro orto sia davvero zen. Iniziate ad osservare le piante da vicino ed il loro comportamento. Nel periodo delle radici le gemme saranno più chiuse e la pianta meno reattiva ai cambiamenti del clima come del giorno e della notte. Nel periodo dell'aria vedrete gemme più grosse, frutti più coloriti e rigogliosi e piante in genere più vive.

Provate a “giocare” con queste fasi dettate dai pianeti e se riuscirete ad entrare in simbiosi con le piante state certi che i vostri orti avranno una nuova spinta vitale.

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info@vivaitaliani.it (Dario La Rosa) Lo Zen e l'arte dell'Orto Mon, 02 Feb 2015 11:39:51 +0100