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lunedì, 29 maggio 2017

Eco-design, arredare con il cartone si può

Eco-design, arredare con il cartone si può

Arredare nel rispetto dell’ambiente senza rinunciare alla funzionalità, alla bellezza e all’aspetto sensoriale delle creazioni. I mobili di Giorgio Caporaso sono anche questo. Prendono vita dal cartone, un materiale solitamente considerato di serie ‘B’ e senza un’anima propria, utilizzato -come suggerisce lui stesso- per contenere o trasportare altri oggetti. L’architetto e designer italiano, i cui lavori sono stati esposti nella personale “Sogni di cartone – La sostenibile leggerezza del design”, nell’ambito della Milano Design Week del 2013, racconta a Vivaitaliani la sua scelta ‘sostenibile’, i progetti e le sfide future.

Un design eco-sostenibile, come è scattata la scintilla?
C’è sempre stata in me la sensibilità verso l’ambiente e il rispetto per le risorse naturali, purtroppo votate all’esaurimento. Non la definirei dunque una scintilla improvvisa ma un interesse costante. Sono sia un architetto che un designer, e tento di trasmettere tramite il mio linguaggio artistico l’importanza di un’arte eco-sostenibile nel rispetto del mondo circostante attraverso l’uso di materiali non inquinanti o che possano essere riciclati. Questo significa comporre oggetti che -una volta terminato il loro utilizzo – possano essere scomposti e disassemblati per consentire ai singoli materiali di essere smaltiti attraverso il procedimento della differenziata o, qualora siano riciclabili, possano seguire il percorso che dona alle cose una seconda vita. La sfida dunque è la contaminazione dei materiali tenendo sempre presente però –in nome del riciclo- la possibilità di separarli.

Il materiale principe dei mobili di Caporaso è il cartone
Totalmente riciclabile, il cartone è un materiale considerato povero che è stato utilizzato per contenere altri prodotti e poche volte con una sua anima, una sua capacità espressiva. Se vogliamo, la mia è stata anche una provocazione. Ma la sperimentazione non si ferma. Oltre al cartone stiamo creando degli elementi costituiti dalla commistione di cartone e pietra: abbiamo trovato un sistema per utilizzare dei fogli di pietra da poter utilizzare come finitura a cui aggiungere dei licheni che non hanno bisogno di essere innaffiati perché vivono solo dell’umidità ambientale.

Il cartone è anche bello: nel particolare crea texture affascinanti divenendo un prodotto comunicativo. Quando cambia la riflessione della luce sul mobile, la superficie assume un aspetto simile a una pelle con un suo disegno e carattere

Ma quanto sono resistenti una libreria o un tavolo di cartone?
Molto. Il segreto sta nelle modalità di taglio e assemblaggio dei fogli. Inoltre, accoppiando il cartone con altri materiali non solo si rafforzano le parti critiche, ma si conferisce all’oggetto un particolare pregio estetico. Il cartone è anche bello: nel particolare crea texture affascinanti divenendo un prodotto comunicativo. Quando cambia la riflessione della luce sul mobile, la superficie assume un aspetto simile a una pelle con un suo disegno e carattere.

Quanto costa arredare eco-sostenibile?
Il prezzo è accessibile. Un esempio per tutti è il modulo base del sistema “More_Light” che può essere usato sia da solo (sgabello o altro) o per comporre librerie, scaffalature e contenitori: dai 60 euro circa cad. E con il sistema “Moretto” costa ancora meno.

I suoi arredi sono stati impiegati anche in alcuni set televisivi
Sì, in particolare ricordo la soap “CentoVetrine” girata, se non ricordo male, a Torino.

“Portatore sano” di made in Italy all’estero. Qual è la risposta di pubblico?
I nostri mobili hanno preso il largo verso l’India, il Kuwait, e l’Europa stessa. Veniamo contattati da alcuni saloni internazionali del mobile ed altri eventi espositivi per creare aree lounge, aree comuni con i nostri prodotti.

Ma il concetto di eco-design non si limita ai complementi di arredo ma approda all’edilizia sostenibile. Ce ne vuole parlare?
È da parecchi anni che mi pongo il problema di recuperare in qualche modo il consumo che si fa di territorio, inevitabilmente costruendo. Una delle soluzioni che ho ritenuto tra le più giuste, oltre al risparmio energetico, l’utilizzo di determinati materiali e il rispetto dei parametri, è quella di restituire, in qualche modo anche come segno di rispetto, quanto tolto all’ambiente. Pensiamo al tetto verde: si ripropone sulla copertura dell’edificio quella parte di terra che è stata tolta per costruire l’immobile. Una copertura di questo tipo ha anche un alto valore funzionale: tiene caldo d’inverno e fresco d’estate. Il mio sogno sarebbe che soluzioni simili venissero adottate nelle città, anche contro le isole di calore o anche per riportare il verde in città, anche se in quota. Magari creando giardini pubblici “sospesi” in cui i cittadini possano godere di quel verde che invece al suolo è stato portato via dal cemento. Il mio è solo un desiderio, poi ci sono persone molto più competenti di me che possono affrontare meglio la questione.

Per ora comode poltrone e complementi per aree relax. Ma dobbiamo attenderci anche letti di cartone?
Abbiamo concepito anche prodotti per una linea pensata per eco-hotel ed eco-ristoranti. Nonché per gli uffici, in modo da arredare questi spazi con una sensibilità eco che tenga sempre presente la solidità del prodotto ma con l’occhio all’ambiente e all’aspetto sensoriale e piacevole delle creazioni.

Chi volesse conoscere nel dettaglio le ultime creazioni di Giorgio Caporaso può visitare il sito del noto architetto.

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