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mercoledì, 23 agosto 2017

Conoscere Valencia attraverso i suoi parchi

Conoscere Valencia attraverso i suoi parchi

Siamo nel 1957 quando il fiume Turìa esonda causando danni senza precedenti. Il governo di Spagna e il comune di Valencia non hanno scelta: il fiume lambisce troppo da vicino la città, bisogna prosciugarlo. Scatta dunque il toto proposte e quello che prima era il Rio Turia, adesso è il parco urbano più grande della Spagna nonché fiore all’occhiello del capoluogo ispanico. E pensare che tra le opzioni c’era anche quella di creare un tratto di autostrada che prolungasse la Madrid-Valencia.

Il Ponte dell'Exposition di CalatravaMa buon senso e rispetto per l’ambiente hanno avuto la meglio, e oggi possiamo quindi proporvi una passeggiata sensoriale a due passi dalla ciudad vella. Un tappeto rosso, anzi una fettuccia verde, che attraversa la città da est a ovest e che si snoda tra ampi spazi popolati di mandarini ornamentali, alberi che sembrano quelli del cotone (Ceiba speciosa) e tante palme. Nove chilometri in cui i valenciani si rilassano, fanno jogging oppure passeggiano in bicicletta vivendo a pieno una città che si distingue -oltre che per l’imbattibile paella di pollo e verdure- per parchi e giardini che fanno di Valencia una realtà a misura d’uomo. Che sia a piedi, in bicicletta o -per i più intraprendenti- in tandem, percorrere i giardini del Turia è un po’ come percorrere una parte della storia architettonica della città. Tra i numerosi ponti per lo più in stile barocco che sovrastavano il fiume, spicca il Puente de la Exposición di Santiago Calatrava.

Giardini del Turia per VivaitalianiIl percorso

Con la premessa che i giardini presentano numerosi ingressi a più latitudini della città, immaginiamo un percorso virtuale da est a ovest per godere del parco nella sua interezza. Partiamo da Benimámet, l’area a nord-est di Valencia -nonché patria del noto architetto Santiago Calatrava- per continuare in direzione della città passando per il Parco di Cabecera e il Bioparc, fino al Ponte 9 de Octubre. Da lì si può raggiungere il Museo de la Ciudad de Valencia per proseguire e arrivare alla Città delle arti e delle Scienze, capolavoro di arte post-moderna firmato Calatrava ma definita dai valenciani jamonero per la somiglianza con l’affettatrice (jamon significa prosciutto).

Parco del TuriaContinuando a percorrere l’antico letto del fiume ci lasciamo alle spalle Ponte Campanar e il Ponte de les Glories per ‘approdare’ Al Ponte de Las Artes, dove è possibile visitare l’Istituto Valenciano di Arte Moderna (IVAM) e il centro cultural della Benefeciencia. Possiamo vedere qui anche Las Torres de Serranos.
Attraverso i Giardini Viveros, il Ponte de la Exposición si arriva fino al Palazzo della Musica, il Parco Gulliver la Città delle arti e delle scienze e il Ponte de L’assut de L’Or.

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