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martedì, 12 dicembre 2017

Censite oltre 1.300 piante "made in Italy" Il record stabilito da Sicilia e Sardegna

Esemplari di Pinguicola di Poldini
Nella foto: Esemplari di Pinguicola di Poldini Crediti: Nicole Rebbert

Ad ognuno la sua. Piante carnivore, piante geocarpiche (cioè piante il cui frutto matura sotto terra come ad esempio il legume di Arachis hypogaea L., cioè la Nocciolina americana della famiglia delle Fabaceae), piante che crescono solo in angoli remoti delle località montane. Non mancano le curiosità tra le 1.371 piante che oggi crescono spontanee esclusivamente in Italia.

Lino di KatiaÈ questo il risultato del primo censimento delle specie e sottospecie endemiche del nostro Paese realizzato da Lorenzo Peruzzi, ricercatore del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, in collaborazione con Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti, botanici del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, ente co-gestito dal Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga e dall’Università di Camerino. La ricerca, durata quattro anni, è stata appena pubblicata sulla rivista internazionale ”Phytotaxa”. "Il nostro studio ha messo in evidenza che quasi il 19% della flora nazionale è costituito da piante endemiche – spiega Lorenzo Peruzzi – e oltre la metà delle specie e sottospecie si trova nelle due principali isole, Sardegna e Sicilia, seguite in classifica da Calabria, Toscana e Abruzzo”.

Fra le 1.371 piante superiori (come ad esempio felci e affini, conifere, piante a fiore) censite non mancano curiosità o sorprese. Come ad esempio la ”Pinguicola di Poldini” tipica dell’Italia nord-orientale, una pianta carnivora (o meglio, insettivora) che cattura le prede grazie alle foglie trasformate in trappole adesive. Oppure il ”Lino di Katia”, una specie endemica del Massiccio del Pollino in Calabria che vive in una sola remota località in prossimità della vetta del Monte Manfriana. ”La conoscenza delle specie endemiche è indispensabile dato che la loro eventuale estinzione sarebbe sotto la piena responsabilità dell’Italia – conclude Lorenzo Peruzzi – questo studio rappresenta quindi un punto di partenza fondamentale da cui partire per approfondire la conoscenza di queste piante sia dal punto di vista evolutivo che conservazionistico”. Ed ecco alcune delle piante 100% italiane. La già citata Pinguicula poldinii, specie endemica dell’Italia nord-orientale (Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia), è una pianta carnivora insettivora che cattura le prede grazie alle foglie trasformate in trappole adesive. In Italia, sono presenti ulteriori 9 entità endemiche di Pinguicula. La Bellevalia webbiana è una specie endemica di Toscana ed Emilia-Romagna. Il genere Bellevalia è lontano parente del giacinto comune e del lampascione.

Il nostro studio ha messo in evidenza che quasi il 19% della flora nazionale è costituito da piante endemiche

In Italia, sono presenti ulteriori 2 specie endemiche di Bellevalia. L’Ononis cristata è una sottospecie endemica dell’Appennino centrale (Marche, Abruzzo). In Italia, sono presenti ulteriori 2 specie endemiche di Ononis. La Linum katiae è una specie endemica del Massiccio del Pollino (Calabria), dove vive in una sola remota località in prossimità della vetta del Monte Manfriana. In Italia, sono presenti ulteriori 2 entità endemiche di Linum. A tale genere appartiene anche il lino comunemente coltivato per ricavarne fibre e olio (Linum usitatissimum L.). La Romulea linaresii è una sottospecie endemica della Sicilia. In Italia (incluse Corsica e Malta), sono presenti ulteriori 5 specie endemiche di Romulea. Tale genere è parente prossimo dello zafferano (Crocus sativus L.) Infine, la Morisia monanthos è una specie (l’unica esistente del genere Morisia) endemica di Sardegna e Corsica. Si tratta di una specie geocarpica: i peduncoli si ripiegano verso il basso e spingono i frutti nel suolo permettendo la maturazione e la germinazione dei semi.

Giulia Lambrosio

Coltivatrice diretta

Non fraintendetemi... ma adoro le zucchine. Sono versatili e possono essere utilizzate per tutto (creme, fritture, impacchi, etc..). Molto probabilmente galeotto fu mio nonno che sei anni fa mi ha iniziato al mondo dell'orto e affini.

Oggi mi dedico alla scrittura, alle conserve fatte in casa e con la mia dolce metà forniamo cibo bio a pochi selezionati clienti. Parlare e scrivere di natura sono diventati due miei vizi a cui non sò più rinunciare.

Tengo concerti di kazoo in giro per i boschi e non sapete che successo tra gli elfi.

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