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venerdì, 24 novembre 2017

Coltivando, per far crescere relazioni tra Campus e Città

Coltivando, per far crescere relazioni tra Campus e Città

Al Politecnico di Milano il primo orto in un ateneo italiano. Messo su con l'aiuto concreto degli abitanti del quartiere Bovisa, è stato creato da un gruppo di ricercatori e studenti del Dipartimento di Design: novecento metri quadri di verde partecipato. Fare respirare l’aria dell’Università agli abitanti della città dentro cui sorge e coltivare le relazioni tra accademici e cittadini è possibile. E non con seminari o incontri teorici ma zappando e sporcandosi le mani. Coltivando è un orto universitario, aperto alla città, situato negli spazi del campus Durando del Politecnico di Milano.

È un’azione di socialità che fa collaborare i residenti del quartiere con gli studenti, i docenti e lo staff dell’università. È un modo per aprire lo spazio pubblico del campus al quartiere. È un mezzo per condividere conoscenze, esperienze e agevolare la connessione tra il campus e tessuto urbano.

Orto condiviso del Politecnico di MilanoVERDE PARTECIPATO Nell’orto sono state piantumate essenze come rosmarino, salvia, timo ma anche ortaggi di stagione come cavoli, porri, finocchi e alberi da frutto e il raccolto degli orti è diviso tra chi coltiva. Nato nel 2011, nell’ambito dell’evento “C’è spazio per tutti” dedicato a vari aspetti della sostenibilità, oggi è una realta viva in cui mamme e bambini, studenti e ricercatori si sporcano le mani e collaborano per far crescere relazioni e prodotti genuini. Quello del POLIMI è nato dopo gli esempi di successo internazionali dell’Harvard Community Garden e della Yale Organic Farm negli Stati Uniti. Coltivando è un esperimento venuto fuori durante il corso di "Temporary urban solutions" tenuto da Davide Fassi con Liat Rogel.

L’idea che gli spazi pubblici vadano condivisi e l'esperienza della produzione del cibo piace ai cittadini che vedono nel verde partecipato e non delegato uno spazio che si sente come proprio

UN PROGETTO DI RIUSO La sede dell'ateneo dove è stato realizzato l’orto è frutto di un riuso architettonico. Parte degli edifici del campus erano gli ex stabilimenti della Ceretti Tanfani, una fabbrica di teleferiche e nastri trasportatori che chiuse i battenti più di trent'anni fa. Per coinvolgere il quartiere i ricercatori a cui è venuta l’idea hanno puntato sull'affezione al luogo perché molti abitanti del quartiere lavoravano in quel luogo anni fa. L’idea che gli spazi pubblici vadano condivisi e l'esperienza della produzione del cibo piace ai cittadini che vedono nel verde partecipato e non delegato uno spazio che si sente come proprio.

RINASCIMENTO GREEN Il successo dell’orto poi non è altro che la punta di un iceberg nella voglia di conciliare green, etica e socialità. È stato proprio l’orto del POLIMI a dare impulso ad altre iniziative nate nel quartiere di Bovisa. Dall’orto del Campus universitario, alla  mobilitazione dei cittadini per salvare l’area verde della Goccia, dalle zuppe melting pot di ZUP ai sabati di buone pratiche promosse dal Polimi DESIS Lab del Politecnico di Milano, Bovisa si è, infatti, impegnata per un rinascimento verde. E così attorno alle aiuole orticole di Coltivando, i protagonisti del progetto – docenti, studenti e cittadini del quartiere - hanno cominciato a presentare l’attività svolta, gli ortaggi che crescono e i processi partecipativi che hanno reso possibile l’orto. “Il Sabato della Bovisa”, è quindi divenuto un appuntamento con cadenza mensile dedicato alle buone pratiche che coinvolge associazioni e abitanti del quartiere. Durante gli incontri si propone dal book crossing al tricot creativo, dallo swapping di abiti, al pilates sul prato. Un’occasione unica e un momento speciale di green partecipato.

Junio Tumbarello

Direttore responsabile

La chiave della felicità risiede in un giardino. Con Vivaitaliani sto cercando di conciliare la mia esperienza nel campo della Rete e dei contenuti con la mia passione per la Terra. "Un uomo, d'altronde, ha bisogno di aria, di mare, di vento e di sole" mi ha detto un tizio conosciuto sul Cammino di Santiago che prima lavorava triste tra le quattro mura di un ufficio e ora è il guardia-parco più felice di Spagna. Mi piacerebbe seguire il suo esempio, d'altronde sono un giornalista professionista che ha sempre voluto fare il giardiniere. Ogni giorno mi dedico al mio orto biologico, ad un piccolo pollaio, ai miei due fedeli labrador, Puck e Othello, e a cinque fantagatti nella regal contea di Fantabosco.

Sito web: about.me/miocarobru

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