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mercoledì, 23 agosto 2017

Quando i merli erano bianchi e gennaio era di ventotto giorni Tra verità e leggenda

Un rarissimo esemplare di merlo bianco
Nella foto: Un rarissimo esemplare di merlo bianco Crediti: Franco Visintainer

Quando i merli erano bianchi, gennaio aveva ventotto giorni. Non c’erano ancora stregoni che prevedevano il tempo e scienziati che parlavano di mezze stagioni. Gennaio e mastro inverno erano davvero rigidi e i merli con le loro piume candide venivano strapazzati a dovere del freddo e dall’umidità.

Nel video: La leggenda della Merla

Gennaio dal canto suo si divertiva eccome a scatenarsi proprio quando gli uccelli uscivano dal nido per cercare vermi e cibo in genere. Così la merla più furba, insieme con gli amici pennuti, decise di fregare l’inverno.

Stanca delle continue angherie del freddo e del cielo, la merla decise di fare provviste sufficienti per un mese, e così si rinchiuse nella suo nido dentro un albero cavo, al riparo, per tutto il mese di gennaio. Fu così che l’ultimo giorno di gennaio, che allora era il ventotto, la merla uscì dalla sua tana e invitò gli altri merli a far feste perchè il periodo per loro più difficile era quasi superato. In giro, a parte i primi solitari bucaneve e qualche erica, si vedevano fili d’erba spuntare da sotto la neve e così, sotto i primi pallidi raggi di sole, i merli cominciarono a prendersi gioco dell’inverno. E tutti insieme si misero a cantare per sbeffeggiarlo.

Gennaio se ne risentì così tanto che chiese a febbraio di regalargli tre giorni e gonfiando il petto e con le gelide manone scatenò bufere di neve, vento e pioggia. I merli che stavano festeggiando in anticipo la fine dell’inverno smisero subito di ridere e scherzare e cercarono conforto nei loro nidi. Ma il vento era troppo potente e il gelo arrivò anche lì. Allora cercarono riparo tra gli alberi o sotto le tettoie ma il freddo li raggiunse implacabile. Alla fine per trovare un po’ di tepore si rifugiarono nei camini delle case. Passò quindi il ventinove gennaio e il freddo aumentò, passò anche il trenta gennaio e continuò a nevicare, arrivò il 31 gennaio e fu il giorno più freddo di tutto l’anno. Quando la merla e gli amici pennuti uscirono, era sì salvi, ma il loro bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimaserò per sempre con le piume nere.

Allora l’inverno si rivolse ai merli e disse loro “Che questo vi serva da insegnamento! Non si scherza con le stagioni e con il clima. E non ci si beffa della Natura. Da oggi in poi gennaio avrà per sempre trentuno giorni e i suoi ultimi tre giorni saranno i più freddi dell’anno. Per ricordare a tutti gli animali e agli uomini questa storia voi merli, che più di tutti avete scherzato, porterete per sempre queste penne nere”.

Come in tutte le leggende, esiste un fondo di verità, infatti, nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo ventinove giorni. E che siano davvero i più freddi dobbiamo sperarlo. Perché sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.

Junio Tumbarello

Direttore responsabile

La chiave della felicità risiede in un giardino. Con Vivaitaliani sto cercando di conciliare la mia esperienza nel campo della Rete e dei contenuti con la mia passione per la Terra. "Un uomo, d'altronde, ha bisogno di aria, di mare, di vento e di sole" mi ha detto un tizio conosciuto sul Cammino di Santiago che prima lavorava triste tra le quattro mura di un ufficio e ora è il guardia-parco più felice di Spagna. Mi piacerebbe seguire il suo esempio, d'altronde sono un giornalista professionista che ha sempre voluto fare il giardiniere. Ogni giorno mi dedico al mio orto biologico, ad un piccolo pollaio, ai miei due fedeli labrador, Puck e Othello, e a cinque fantagatti nella regal contea di Fantabosco.

Sito web: about.me/miocarobru

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